Questo libro sull'economia politica della governance è uno specchio sulle impasse strutturali del neoliberismo in Africa, con il Benin come epicentro dell'analisi. Ne emerge una tesi di grande impatto: le attuali fragilità sistemiche non sono contingenti, ma il prodotto deliberato di un paradigma che ha metodicamente sacrificato l'etica pubblica e l'interesse generale sull'altare della logica di mercato e della ricerca di rendite. A livello filosofico, l'autore esplora l'abbandono della res publica. Subordinando la politica al mercato, questo modello ha portato a una diluizione della responsabilità e a un'erosione dello Stato di diritto, riducendo la democrazia a un mero meccanismo procedurale privato della sua linfa etica. La riforma del sistema dei partiti, qui analizzata con rigore scientifico, rivela un paradosso: lungi dallo stabilizzare il gioco politico, ha accentuato la concentrazione del potere, trasformando le istituzioni in strumenti di esclusione e acuendo la sfiducia dei cittadini. La bellezza di questa riflessione sta nella sua chiarezza chirurgica, che rivela i sintomi di una legittimità in agonia. L'autore propone una"insurrezione della mente" per un altro contratto sociale.